La soluzione definitiva per la disfunzione erettile grave. Valutazione specialistica, scelta del dispositivo e impianto con chirurgo andrologo formato a Londra.
La protesi peniena (o impianto penieno) è un dispositivo medico impiantato chirurgicamente all'interno dei corpi cavernosi del pene che consente di ottenere un'erezione meccanica controllata dal paziente. È considerata la soluzione definitiva per la disfunzione erettile grave che non risponde ad altri trattamenti.
Nonostante sia un intervento chirurgico, la protesi peniena ha un profilo di sicurezza consolidato, tassi di soddisfazione tra i più alti in chirurgia andrologica e un impatto molto positivo sulla qualità di vita della coppia.
💡 Il Dr. Schifano ha completato una Fellowship in chirurgia andrologica presso l'UCL Hospital di Londra, uno dei centri europei di riferimento per l'impianto di protesi peniena. Questa formazione specifica è determinante per la qualità del risultato chirurgico.
Due cilindri + pompa scrotale + serbatoio. L'erezione è naturale, il pene è flaccido a riposo. Gold standard — massima naturalezza e soddisfazione.
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Gonfiabile 2 componenti
Cilindri + pompa scrotale integrata (senza serbatoio separato). Meno invasiva della 3 componenti, indicata in casi selezionati.
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Semirigida (malleable)
Cilindri flessibili sempre semi-eretti, posizionabili manualmente. Semplicità meccanica, estrema affidabilità. Indicata in pazienti anziani o con scarse abilità manuali.
La scelta del tipo di protesi dipende dalle caratteristiche anatomiche del paziente, dalla patologia di base, dalle aspettative e dalle preferenze. Il Dr. Schifano discuterà con te la soluzione più adatta durante la visita preoperatoria.
Quando è indicata la protesi peniena?
Disfunzione erettile grave non responsiva a farmaci orali (PDE5 inibitori), iniezioni intracavernose o vacuum pump
Disfunzione erettile post-prostatectomia radicale — quando la funzione erettiva non si è recuperata a distanza di 12-18 mesi dall'intervento
Malattia di Peyronie con DE associata — la protesi risolve contemporaneamente entrambe le patologie
Disfunzione erettile da priapismo — quando il tessuto erettivo è stato danneggiato irreversibilmente
DE su base diabetica grave — spesso refrattaria alle terapie conservative
DE post-traumatica o post-radioterapia pelvica
L'intervento: come si svolge
Visita preoperatoria
Prima dell'intervento il Dr. Schifano effettua una valutazione completa: anamnesi, esame obiettivo, eco-Doppler penieno, esami del sangue preoperatori. Vengono discussi in dettaglio i tipi di protesi disponibili, i rischi, il recupero e le aspettative realistiche sul risultato.
L'intervento chirurgico
L'intervento si esegue in anestesia spinale o generale e dura 60-90 minuti. L'accesso è penoscrotal (piccola incisione alla base del pene/scroto) o infrapubico. I corpi cavernosi vengono dilatati e i cilindri della protesi vengono inseriti. Il serbatoio (nelle protesi 3 componenti) viene posizionato nello spazio di Retzius e la pompa nello scroto.
Ricovero e dimissione
Il paziente viene dimesso in giornata o dopo una notte di osservazione. Viene applicato un bendaggio compressivo rimosso il giorno successivo. Il catetere urinario, se applicato, viene rimosso entro 24 ore.
Recupero post-operatorio
Giorni 1-7: lieve gonfiore e fastidio, gestibili con antidolorifici. Riposo consigliato
Settimane 2-4: ripresa delle attività quotidiane e lavorative (lavoro sedentario)
Settimane 4-6: cicatrizzazione completa, inizio dell'esercizio della protesi (gonfiaggi senza attività sessuale)
Dopo 6 settimane: ripresa dell'attività sessuale
💡 Il corretto esercizio della protesi nelle prime settimane è fondamentale per ottenere il miglior risultato estetico e funzionale. Il Dr. Schifano fornisce istruzioni dettagliate e un follow-up dedicato per accompagnare il paziente in ogni fase.
FAQ — Protesi Peniena
No. Tutti i componenti sono completamente interni. La pompa, palpabile nello scroto, non è visibile all'esterno. A riposo il pene appare flaccido come prima dell'intervento (nelle protesi gonfiabili). Solo il paziente sa di avere la protesi.
Sì, nella misura in cui permette sempre di ottenere un'erezione rigida e controllata. È importante sapere che l'impianto distrugge il tessuto erettivo residuo: è una soluzione definitiva e non reversibile. Per questo la decisione va presa con consapevolezza, dopo aver esplorato tutte le alternative.
Non è identica, ma nella maggior parte dei pazienti è soddisfacente. La rigidità è eccellente. Il pene può risultare leggermente più corto rispetto all'erezione massima pre-malattia, per via della dilatazione dei corpi cavernosi durante l'impianto. La sensibilità, l'orgasmo e l'eiaculazione non vengono alterati dall'intervento.
Le protesi moderne hanno una durata media di 10-15 anni, con tassi di revisione meccanica a 10 anni inferiori al 5% per i modelli più avanzati. In caso di guasto meccanico, la sostituzione è tecnicamente più semplice del primo impianto perché i corpi cavernosi sono già dilatati.
Come ogni intervento chirurgico, la protesi peniena comporta rischi: infezione del dispositivo (1-3%, ridotta nei modelli con rivestimento antibiotico), malfunzionamento meccanico, erosione. Il rischio di infezione è la complicanza più seria e può richiedere la rimozione del dispositivo. L'esecuzione da parte di un chirurgo esperto e il rispetto delle norme di sterilità riducono significativamente questi rischi.
Probabilmente sì, ma è necessaria una valutazione completa. Il Dr. Schifano valuterà se sono state esplorate tutte le opzioni conservative (comprese le iniezioni intracavernose, che molti pazienti non hanno mai provato) e se le condizioni cliniche generali permettono l'intervento. Contattaci per una consulenza: la valutazione non impegna all'intervento.
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Il Dr. Nicolò Schifano offre una valutazione completa, riservata e senza giudizio. La consulenza non impegna all'intervento — è il primo passo per capire se sei candidato.