Il disturbo sessuale maschile più comune. Esistono trattamenti efficaci: la maggior parte dei pazienti ottiene un miglioramento significativo già dopo la prima visita.
Cos'è l'eiaculazione precoce?
L'eiaculazione precoce (EP) è la disfunzione sessuale maschile più frequente: colpisce il 20–30% degli uomini adulti in Italia. È definita come una eiaculazione che avviene sistematicamente entro circa un minuto dalla penetrazione, prima che il paziente lo desideri, e che causa disagio o difficoltà nella relazione di coppia.
Nonostante la sua prevalenza, l'EP è sottostimata: molti uomini non la riportano al medico per imbarazzo, rassegnazione o errata convinzione che non sia trattabile. In realtà, esistono terapie efficaci che permettono di ottenere miglioramenti significativi nella maggior parte dei casi.
💡 L'eiaculazione precoce non è una questione di "forza di volontà". Ha basi neurobiologiche precise e risponde bene a trattamenti farmacologici, comportamentali o combinati. Non rimandare la visita per imbarazzo.
Tipi di eiaculazione precoce
Primaria (lifelong)
Presente fin dal primo rapporto sessuale, senza periodi di funzione normale. Ha una componente neurobiologica importante: serotonina, soglia eiaculatoria e fattori genetici giocano un ruolo centrale. Risponde bene alla terapia farmacologica.
Secondaria (acquisita)
Insorge dopo un periodo di funzione sessuale normale. Spesso associata a: disfunzione erettile, prostatite, ipertiroidismo, problemi di coppia, stress o ansia da prestazione. Il trattamento si concentra sulla causa sottostante.
Situazionale
Si manifesta solo in determinate situazioni o con certi partner: spesso ha una componente psicologica predominante.
Cause
Neurobiologiche — ipersensibilità del glande, alterata modulazione serotoninergica del riflesso eiaculatorio
Psicologiche — ansia da prestazione, senso di colpa, esperienze sessuali precoci negative, dinamiche di coppia conflittuali
Ormonali — ipertiroidismo, bassi livelli di testosterone
Infiammatorie — prostatite cronica (spesso sottovalutata come causa di EP acquisita)
Disfunzione erettile concomitante — l'ansietà da perdita dell'erezione accelera il riflesso eiaculatorio
Diagnosi
La diagnosi è essenzialmente clinica: si basa su un colloquio approfondito con il Dr. Schifano, che valuta il tempo di latenza eiaculatoria intravaginale (IELT), l'impatto sulla qualità di vita e della relazione, la presenza di fattori psicologici e organici concomitanti.
In base alla storia clinica possono essere indicati:
Dosaggi ormonali (testosterone, TSH per escludere ipertiroidismo)
Esame delle urine e urinocoltura (per escludere prostatite)
Ecografia peniena con Doppler (se si sospetta concomitante disfunzione erettile vascolare)
Il Dr. Schifano costruisce un piano terapeutico personalizzato in base al tipo di EP, alle cause identificate e alle preferenze del paziente.
Terapia farmacologica
Dapoxetina (Priligy) — inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina (SSRI) ad azione rapida, approvato specificamente per l'EP. Si assume 1–3 ore prima del rapporto. Aumenta il tempo di latenza eiaculatoria in modo significativo. È il farmaco di prima scelta per l'EP primaria
SSRI a dosaggio continuativo — in casi selezionati (paroxetina, sertralina): ritardano l'eiaculazione come effetto collaterale noto di questi farmaci. Richiedono alcune settimane per mostrare effetto
Anestetici topici — creme o spray a base di lidocaina/prilocaina applicati sul glande: riducono la sensibilità locale. Efficaci ma richiedono attenzione per evitare di trasferire il prodotto alla partner
PDE5 inibitori (sildenafil, tadalafil) — indicati quando EP si associa a disfunzione erettile: migliorano la qualità dell'erezione e riducono l'ansia, con effetto indiretto sull'EP
Iniezioni di acido ialuronico nel glande
È un trattamento minimamente invasivo, inserito nelle linee guida EAU (European Association of Urology), che riduce la sensibilità del glande agendo direttamente sulla componente neurobiologica dell'EP. L'acido ialuronico viene iniettato nel glande in anestesia locale, aumentandone il volume e riducendo la trasmissione degli stimoli sensoriali responsabili del riflesso eiaculatorio precoce.
Procedura ambulatoriale, durata 20–30 minuti
Effetto che si manifesta nelle settimane successive all'iniezione
Durata dell'effetto: 12–18 mesi, dopodiché la procedura può essere ripetuta
Non altera le sensazioni soggettive dell'orgasmo
Indicata soprattutto nell'EP primaria con ipersensibilità del glande
Approccio combinato
La combinazione di terapia farmacologica (dapoxetina o SSRI) e iniezioni di acido ialuronico offre i risultati più duraturi, specialmente nell'EP primaria. Il Dr. Schifano valuterà l'opzione più adatta al profilo clinico del paziente.
FAQ — Eiaculazione precoce
Secondo la definizione clinica internazionale, si parla di EP quando l'eiaculazione avviene sistematicamente entro circa 1 minuto dalla penetrazione e causa disagio. Tuttavia, ciò che conta non è solo il tempo in sé: se l'eiaculazione avviene in modo incontrollato e causa frustrazione al paziente o alla coppia, merita una valutazione specialistica indipendentemente dal minuto preciso.
Sì. Gli studi clinici mostrano che la dapoxetina aumenta il tempo di latenza eiaculatoria intravaginale (IELT) di 3–4 volte rispetto al placebo. Nella pratica clinica, la maggior parte dei pazienti riferisce un miglioramento soddisfacente già dalla prima assunzione. Va presa 1–3 ore prima del rapporto. Ha effetti collaterali lievi (nausea, vertigini) che tendono a ridursi con le assunzioni successive.
Sì, è un'associazione frequente e spesso sottovalutata. Quando un uomo ha difficoltà a mantenere l'erezione, tende inconsciamente ad accelerare l'eiaculazione prima di perdere l'erezione. In questi casi, trattare la disfunzione erettile (con PDE5 inibitori) spesso migliora anche l'EP. È importante valutare entrambe le condizioni nella stessa visita.
Non è obbligatorio, ma in alcuni casi può essere utile — soprattutto quando c'è una componente relazionale significativa. La maggior parte dei pazienti viene alla prima visita da solo. Il Dr. Schifano raccoglie la storia clinica in modo riservato e imposta il percorso terapeutico sulla base del singolo paziente.
Dipende dal tipo di EP. Quella acquisita, se causata da prostatite o squilibrio ormonale, può risolversi con il trattamento della causa. Quella primaria tende a essere cronica, ma si gestisce efficacemente con terapia on-demand (dapoxetina) o continuativa. Molti pazienti raggiungono una soddisfazione sessuale stabile nel lungo termine, pur mantenendo una certa sensibilità al contesto.
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